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Domist - valutazioni |
| Tmesi (Visto: 313) |
il 02 Dec 2007 da il morgante |
| La tmesi consiste nella separazione di una parola in due membri distinti e l'inserzione di altri elementi tra i due. In metrica la divisione avviene ponendo i due membri in due versi diversi. Es.: "ti raccomando la mia Fiordi... - ma dir non poté: - ligi -, e qui finio" (Ariosto). "Tra gli argini su cui mucche tranquilla mente pascono" (Pascoli). [leggi tutto] |
| Reticenza (Visto: 297) |
il 02 Dec 2007 da il morgante |
| La reticenza, o anche aposiopesi, consiste nell'interrompere improvvisamente un discorso lasciando al contempo la possibilità al lettore di intendere ciò che non si prosegue nel raccontare. Ciò al fine di creare particolari connotazioni emotive ed una certa proliferazione di incertezza, di potenziali interpretazioni. Es.: "Egli ha comandato che io prenda questa vostra figliuola e ch'io...E non disse più" (Boccaccio). "Galeotto fu ‘l libro [leggi tutto] |
| Preterizione (Visto: 406) |
il 02 Dec 2007 da il morgante |
| La preterizione, anche paralessi, paralissi o paralipsi, consiste nell'affermare di non voler dire ciò che in realtà si sta dicendo. Es.: "Cesare taccio che per ogni piaggia fece l'erbe sanguigne di lor vene, ove 'l nostro ferro mise" (Petrarca). "Quando dico niente, o è niente, o è cosa che non posso dire" (Manzoni). [leggi tutto] |
| Personificazione (Visto: 492) |
il 29 Nov 2007 da il morgante |
| Si ha personificazione, o prosopopea, quando vengono attribuiti parole, concetti o azioni umane ad animali, oggetti o a concetti inanimati, astratti. Esempi di personificazione sono frequenti nella lettaratura e nella filosofia classica (Platone e Cicerone). Es.: "Italia mia, benché 'l parlar sia indarno a le piaghe mortali che nel bel corpo tuo sì spesse veggio" (Petrarca). "Bella Immortal! Benefica Fede ai trionfi avvezza! Scrivi ancor questo, allegrati" [leggi tutto] |
| Ossimoro (Visto: 255) |
il 29 Nov 2007 da il morgante |
| L'ossìmoro consiste nell'accostamento di due termini in contrasto tra loro (vedi antitesi), la cui finalità è quella di creare effetti stilistici di effetto oppure rompere i limiti formali di significato della lingua per codificare, descrivere particolari concetti o situazioni. Es.: "Questo viver dolce amaro" (Petrarca). "scende in la fronte umilmente superba" (Poliziano). "Cessate d'uccidere i morti..." (Ungaretti). "in questa concordia discorde" (D'Annunzio). [leggi tutto] |
| Iperbato (Visto: 471) |
il 28 Nov 2007 da il morgante |
| L'ipèrbato, affine all'anastrofe, comporta la collocazione l'inserimento di un segmento all'interno di un sintagma secondo un ordine sintattico inconsueto (o meglio, invertito, di qui l'accostamento all'anastrofe). Es: "a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura" (Foscolo). "Or incominican le dolenti note a farmisi sentire" (Dante). "oh dilettose e care, mentre ignote mi fur l'erinni e il fato, sembianze agli occhi miei" (Leopardi). [leggi tutto] |
| Ipallage (Visto: 467) |
il 28 Nov 2007 da il morgante |
| L'ipallàge, o enàllage, consiste nell'attribuzione di un aggettivo non al sostantivo a cui andrebbe attribuito ma ad un sostantivo contiguo ad esso, creantdo così una traslazione in termini grammaticali e semantici. Es.: "Valmorbia, discorrevano il tuo fondo fioriti nuvoli di piante agli àsoli" (Montale). "Il divino del pian silenzio verde" (Carducci, anche doppio iperbato). "...un ribatte le porche con la sua marra paziente" (Pascoli). [leggi tutto] |
| Interrogazione (Visto: 204) |
il 26 Nov 2007 da il morgante |
| L'interrogazione, o interrogativa retorica, consiste nell'utilizzo di una domanda che implicitamente non richiede risposta, in quanto, retoricamente appunto, la risposta è insita nella domanda stessa. In altre parole si può indicare come un'affermazione o negazione svolta sotto forma di domanda. Es.: "O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor? Perché di tanto inganni i figli tuoi?" (Leopardi). "O ciechi, el tanto affaticar che [leggi tutto] |
| Figura etimologica (Visto: 578) |
il 26 Nov 2007 da il morgante |
| Si ha una figura etimologica quando vengono accostati due termini che condividono la medesima radice etimologica. Es.: "Esta selva selvaggia e aspra e forte..." (Dante). "Ahi tanto amò la non amante amata" (Tasso). "Dal loro cerchio brillante e sprezzante sgorgò il cassiere divisionale, un ragazzo ombreggiato, puritan-looking, contabilizzato, il suo contabil grigiore ingrigente la sua variegata mimetica." (Fenoglio). [leggi tutto] |
| Equivoco (Visto: 264) |
il 25 Nov 2007 da il morgante |
| L'equivoco, o anfibologia, non è in senso stretto una figura retorica ed è volto a creare all'interno di un discorso un'ambiguità sintattica, una pluralità di valenze semantiche volte ad arricchire in senso artistico il discorso stesso. E' particolarmente utilizzato nelle cosiddette rime equivoche e nelle opere comico-satiriche. Es: "Tutti cercando il van" (Ariosto). [leggi tutto] |
| Epifrasi (Visto: 303) |
il 25 Nov 2007 da il morgante |
| L'epìfrasi può essere considerata una particolare forma di iperbato. Si ha quando tra due enunciati correlati in forma coordinata vi è l'aggiunta di uno o più termini in posizione tale da formare un iperbato. Es.: "Chi è costui che con sì dolce nota muove l'abisso e con l'ornata cetra?" (Poliziano). "Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte" (Leopardi). "Dolce e chiara è [leggi tutto] |
| Epanalessi (Visto: 532) |
il 22 Nov 2007 da il morgante |
| L'epanalessi, o germinazione, è una forma di ripetizione che si realizza nel raddoppiamento di una parola o espressione all'inizio, al centro o alla fine di un enunciato. Es: "Perché, perché restai?" (Dante). "Ben son, ben son Beatrice" (Dante). "ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove!" (D'Annunzio). [leggi tutto] |
| Epanadiplosi (Visto: 310) |
il 16 Nov 2007 da il morgante |
| Per epanadiplòsi, o anche inclusione, ciclo o inquadramento, figura affine all'anadiplosi, si intende la ripetizione di uno o più termini (tendenzialmente) all'inizio e alla fine di un più articolato segmento testuale (secondo lo schema /A...A/). Lo schema di base più anche risultare leggermente modificato. Es.: "Correva l'onda del Po regale, / l'onda del nitido Mincio correa" (Carducci). "Il loro sonno è simile alla [leggi tutto] |
| Enumerazione (Visto: 585) |
il 16 Nov 2007 da il morgante |
| Per enumerazione si intende una elencazione, ricapitolazione, descrizione, estensione realizzzata attraverso un'altra figura retorica, l'asindeto (e polisindeto), ovvero attraverso una forma coordinata con o senza congiunzioni. Consizione base affinché un asindeto (polisindeto) sia riconoscibile come enumerazione è l'effetto retorico di ridondanza, di rafforzamento espositivo che essa deve avere. Frequente in poesia antica, in quella contemporanea è presente spesso nella forma [leggi tutto] |
| Endiadi (Visto: 250) |
il 15 Nov 2007 da il morgante |
| Per endìadi si intende l'utilizzo di due termini coordinati tra loro in sostituzione di un'unica espressione con i due termini subordinati l'uno all'altro. Il primo termine è un sostantivo, mentre il secondo può essere un aggettivo o un complemento di specificazione. L'effetto che ne consegue è di maggior enfasi rispetto al secondo termine, creando significati piò o meno discostanti dalla [leggi tutto] |
| Climax (Visto: 269) |
il 15 Nov 2007 da il morgante |
| Il climax, chiamato anche gradazione, si ha quando vengono usati consecutivamente termini con significato progressivamente crescente o calante (anticlimax o climax discendente). Es.: "al ciel ch'è pura luce; / luce intellettual, piena d'amore; / amor di vero ben pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore" (Dante). "che voglia alcun così infamare il nome / de la sua donna e crede e [leggi tutto] |
| Chiasmo (Visto: 113) |
il 14 Nov 2007 da il morgante |
| La figura retorica detta chiasmo si distingue per la disposizione incrociata (da qui il nome, che deriva dalla lettera greca χ) di due o più coppie di parole (secondo lo schema ABBA, ABBCCBA...) in due frasi successive, in poesia o in prosa. Es.: "Pace non trovo, et non ò da far guerra" (Petrarca). "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori" (Ariosto). "vivi felice, [leggi tutto] |
| Bisticcio (Visto: 116) |
il 12 Nov 2007 da il morgante |
| Il bisticcio, detto anche paronomàsia o annominazione, è l'accostamento di due parole foneticamente simili (e che possono avere anche parentela etimologica) ma diverse dal punto di vista semantico, del significato. Della paronomasia si hanno due tipologie, organica e inorganica, a seconda che tra le due parole vi sia rapporto di derivazione etimologica o meno. Il bisticcio viene considerato da alcuni [leggi tutto] |
| Assonanza/consonanza (Visto: 143) |
il 08 Nov 2007 da il morgante |
| L'assonanza, figura di rilievo in poesia, si ha quando due termini nella loro parte terminale sono in relazione rimica imperfetta, ovvero: Assonanza semplice: quando sono uguali le vocali e diverse le consonanti (declivi/audivi). Assonanza tonica: quando tra i due termini è uguale la sola vocale tonica (declivi/patire). Assonanza atona: quando è uguale la sola vocale non tonica (rosa/canna). La consonanza (assonanza consonantica) è invece [leggi tutto] |
| Asindeto/polisindeto (Visto: 653) |
il 04 Nov 2007 da il morgante |
| L'asìndeto è una forma di coordinazione prodotta senza l'utilizzo di congiunzione. Il polisìndeto, invece, è una forma di coordinazione prodotta con l'uso di congiunzione. Es. di asìndeto: "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto" (Ariosto). "ritrovavo un sapore più antico, contadino, remoto' (Pavese). "or tronca la voce, or la ripiglia, / or la frena, or la torce, [leggi tutto] |
| Antitesi (Visto: 76) |
il 04 Nov 2007 da il morgante |
| L'antìtesi consiste nell'accostamento di due sintagmi che hanno un significato contrapposto l'uno all'altro, in maniera frequentemente simmetrica, volto a dare maggior enfasi al concetto espresso o creare sgnificati inconsueti. Es.: "Pace non trovo, et non ho da far guerra; / e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio; / et volo sopra 'l cielo, et giaccio in terra..." (Petrarca). "Felice te, [leggi tutto] |
| Anastrofe (Visto: 121) |
il 04 Nov 2007 da il morgante |
| L'anàstrofe, detta anche inversione o anteposizione, consiste appunto nell'inversione di due termini o segmenti in una frase rispetto all'ordine considerato abituale. E' affine all'iperbato dalla quale si distingue per l'assenza di segmenti di interposizione tra i due termini (o segmenti) invertiti. Es.: "Non è lume di chiesa o d'officina / che alimenti / chierico rosso o nero" (Montale). "Allor che all'opre femminili [leggi tutto] |
| Anafora (Visto: 101) |
il 04 Nov 2007 da il morgante |
| L'Anàfora è una figura retorica che consiste nella ripetizione di una parola o segmento all'inizio di periodi, frasi, versi successiv. Es.: "Per me si va nella città dolente, / per me si va nell'eterno dolore / per me si va tra la perduta gente" (Dante). "ora c'insidii ora ci minacci ora ci assalti ora ci pungi ora ci percuoti ora ci laceri..." (Leopardi). "Amor, [leggi tutto] |
| Apostrofe (Visto: 84) |
il 04 Nov 2007 da il morgante |
| L'apòstrofe consiste in un'interruzione, una deviazione del discorso, dalla narrazione, dal pubblico cui la narrazione stessa è indirizzata, verso una persona, un'entità diversa. Tale deviazione è segnalata dal passaggio dalla terza persona (quando il tempo principale del discorso è questo) alla prima o seconda persona. Es.: "Godi , Fiorenza, poi che sei sì grande..." (Dante) "Ahi Pisa, vituperio delle genti / del bel [leggi tutto] |
| Anadiplosi (Visto: 145) |
il 03 Nov 2007 da il morgante |
| Con anadiplòsi (o reduplicatio) si intende la ripetizione di un sintagma, in particolare della sua parte terminale, all'inizio del sintagma, o segmento, successivo. "E' il vento, il vento che fa musiche bizzarre" (Sereni). "...come calore in clarità di foco. / Foco d'amore in gentil cor s'aprende" (Guinizzelli). "Noi assistiamo, infermieri a volta a volta pazienti, impazienti, ai nostri grandi malati: malati di [leggi tutto] |
| Anacoluto (Visto: 77) |
il 02 Nov 2007 da il morgante |
| Con anacoluto si intentde un'espressione in cui la seconda parte, per errore o per volontà, non è connessa alla prima in modo sintatticamente coerente o corretto. Spesso ciò ha effetto di mimesi, traslando l'espressione scitta dal registro letterario (alto) al registro parlato (basso). Es.: "Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro" (Manzoni). "Mi pasco di quel cibo, che solum è mio, [leggi tutto] |
| Allitterazione (Visto: 80) |
il 01 Nov 2007 da il morgante |
| Ripetizione di una lettera o di una sillaba in una o più parole successive (particolarmente a inizio parola). Es: "e caddi come corpo morto cade" (Dante). "di me medesimo meco mi vergogno" (Petrarca). "a morsi venir di rabbia ardenti, / con aspri ringhi e ribuffati dossi" (Ariosto). [leggi tutto] |
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[content] Enumerazione